Tag: Raspberry Pi

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Jessie-backports sul Raspberry Pi

In questo articolo vi spiegherò come aggiungere i repository backports di Debian Jessie (o Raspbian) sul Raspberry Pi.

Sottolineo che questa guida è valida solo per Debian Jessie, e non per Stretch.

Vi sembrerà una cosa abbastanza facile invece è un pò più complessa di quanto immaginate.
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MINIBIAN – Debian senza Xorg per Raspberry Pi, installazione e configurazione

Tutti mi chiedono qual’è la mia distro preferita per il Raspberry Pi, beh onestamente vi consiglio una distro minimalissima basata su Debian e senza ambiente desktop, proprio come MINIBIAN.

Per chi vuole prototipare per davvero e vuole costruirsi una distro da zero MINIBIAN è proprio quello che cercate.

E’ compatibile con tutte le versioni del Raspberry Pi, però devo fare un appunto sulla versione 3 riguardo il supporto del Wifi e del Bluetooth.

Prima di tutto scarichiamo l’immagine da SourceForge: https://sourceforge.net/projects/minibian/
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Ceni – Un network manager ncurses multiarchitettura

Ceni è un network manager scritto in Perl, è quindi multiarchitettura e potete installarlo anche sul Raspberry Pi.

La sua interfaccia è ncurses e quindi molto intuitiva, e non è presente nei repository ufficiali di Debian.

Il suo sviluppo è curato dalla comunità di Aptosid, ed è stato sviluppato da un programmatore tedesco chiamato Kel Modderman.

Questo simpaticissimo programma non fa altro che maneggiare il file /etc/network/interfaces , ed è ottimo per chi come me utilizza un Window Manager minimale come dwm, che è sprovvisto di un network manager.

Gestisce sia le reti Wireless (wlan0, wlan1, ecc…) che quelle cablate. (eth0, eth1, ecc…)
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WiringPi – Come programmare la GPIO del Raspberry Pi in C, C++ e Bash

Un paio di anni fa ho scoperto questo bellissimo progetto, e per fortuna ancora aggiornato, in licenza GNU LGPLv3, il suo nome è WiringPi.

Non esistono binari di WiringPi, va compilato da sorgente, ma niente paura, è davvero semplicissimo.

Il progetto è interamente pubblicato su GitHub.

Sul sito consigliano prima di controllare se è già installata una versione di WiringPi, ma ne dubito, anche perchè non l’ho trovato integrato in nessuna distro.

Quindi digitiamo il comando:

$ gpio -v

Se il comando sopra citato vi da errore vuol dire che WiringPi non è installato, in caso contrario vi mostrerà la versione del programma e del vostro Raspberry Pi.

Se WiringPi è installato dobbiamo procedere alla sua rimozione, e dato che è installato sottoforma di pacchetto deb, digiteremo:
# apt-get purge wiringpi

Adesso passiamo al download ed alla compilazione dell’ultima versione di questa fantastica utility.

Installiamo prima le dipendenze, digitando:

# apt-get install git git-core

Poi posizioniamoci sulla home dell’utente o dove vi pare e digitiamo il comando:

$ git clone git://git.drogon.net/wiringPi

Perfetto, abbiamo copiato sul nostro Raspberry Pi l’intero repository del programma, adesso entriamo nella cartella appena creata, quindi wiringPi e compiliamolo digitando semplicemente il comando build, quindi scriveremo sul nostro terminale:

$ cd wiringPi ; ./build root

Una volta installato è possibile utilizzare a pieno le potenzialità di tale tool che ci permetterà di programmare la GPIO in linguaggi come BASH, C e C++.

Come abbiamo notato in precedenza, WiringPi riesce a determinare anche la Board che stiamo utilizzando (esistono svariate versioni del Raspberry Pi), e questo è fondamentale per non confonderci con i PIN che variano di versione in versione.

Come ben sappiamo, anzi, lo tratteremo successivamente, il Raspberry Pi ha una sua numerazione della GPIO, che non corrisponde assolutamente alla pin strip saldata sulla board, ma l’utility gpio ci permette di utilizzare una piedinatura standard grazie alla seguente opzione:

$ gpio -g

Questa “piccolezza” ci permette di non bruciare il SoC (System on a Chip) accidentalmente, mica male no?

Tutte le informazioni del progetto potete trovarle sul sito ufficiale: http://wiringpi.com/





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Crea la tua distro per il Raspberry Pi

Sicuramente vi siete chiesti “Ma se io ho creato una distro per il Raspberry Pi su una microSD da 16GB e voglio condividerla, come posso ridurre i GB della distro stessa???”

Tre anni fa mi sono posto la stessa domanda, anche perchè bisognerebbe fare il dd dell’intera microSD e non basta ridurre la partizione di root (quella con il sistema operativo, quindi la seconda) per fare questo, perchè il dd dell’intero device vi copierà anche lo spazio non partizionato.

Cercando in rete trovai una soluzione formidabile.

Prima di tutto createvi la vostra distro, customizzatela quanto volete ed alla fine spegnete il vostro raspi con un bel poweroff da terminale.

Un consiglio, prima di spegnere il raspi cancellate il file “/etc/udev/rules.d/70-persistent-net.rules”.

Quel file mappa le unità di rete (eth0, wlan0, ecc…) e se non lo eliminate il vostro amico non potrà navigare su internet a meno che non si cancella da solo a mano quel file e riavvia il sistema oppure abilita la seconda unità di rete con il comando:

# ifconfig eth1 up

perchè appunto eth0 è la vostra scheda di rete.

Ritorniamo a noi. Mettiamo il caso che il sistema è OK ed avete spento il Raspberry Pi. Estraete la microSD, mettetela nel PC ed in via precauzionale fate il “dd” dell’intera microSD. Ricordatevi di smontare le partizioni, il dd si fa sempre a partizioni smontate, e smontatele dalla riga di comando con il comando “umount”, perchè spesso quando smontate una partizione da un ambiente desktop ve la disalimenterà, e quindi non sarete più in grado di vederla. Mettiamo il caso che la microSD è “/dev/sdb” , diamo il comando:

# umount /dev/sdb1 && umount /dev/sdb2

Ora che abbiamo smontato le unità facciamo il “dd” dell’intera partizione con il comando:

# dd if=/dev/sdb of=backup.img && sync

backup.img è il nome del file che genererà. Dategli il nome che volete, ed abbiate pazienza, ci metterà parecchio tempo.

Vi sconsiglio di farlo con un card reader USB, ci metterete molto più tempo, meglio su un pc portatile recente con lettore SD integrato, va molto più veloce.

Quando ha finito aprite Gparted e riducete lo spazio della partizione di sistema (la seconda, quella con il file system ext4 per intenderci). Gparted vi colorerà di giallo la parte dove ci sono i dati e di bianco quella dove non c’è nulla. Lasciate almeno 200-300mb in più rispetto ai dati, poi il vostro amico si farà l’expand della partizione con il raspi-config o con Gparted.

Adesso scarichiamo questo programma chiamato raspi-builder: http://www.freenixsecurity.net/files/rpi/raspi-builder.tar.gz

Dopo averlo scaricato, estraetelo col comando:

$ tar -xvzf raspi-builder.tar.gz

Vi ritroverete davanti una cartella chiamata raspi-builder ed al suo interno tre file: genimage.sh, ptgen.c ed il README che tra l’altro è abbastanza chiaro.

Entrate nella cartella raspi-builder e sempre con la microSD smontata salvate la prima partizione chiamandola “boot.img” e la seconda (quella di sistema) “root.img” sempre con il “dd”, digitando quindi:

# dd if=/dev/sdb1 of=boot.img && dd if=/dev/sdb2 of=root.img && sync

Ora che abbiamo creato questi due file ci basta soltanto lanciare lo script “genimage.sh” senza alcun parametro. Si occuperà lui di compilare il sorgente in C “ptgen.c” e di unire le due partizioni formando finalmente il nostro file immagine, e lo chiamerà “image.bin”. Quindi lanciamo lo script digitando:

# ./genimage.sh

Quando lo script avrà finito come vi dicevo prima genererà il file “image.bin”, ma con i permessi di root, quindi digitiamo:

# chmod 777 image.bin

Adesso potete dargli il nome che volete, magari comprimetelo (io uso sempre il formato 7z) e passatelo a chi volete.

Spero abbiate gradito l’articolo, se ci sono incomprensioni ditemelo così chiarisco il tutto. Buona fortuna!!! 🙂





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The MagPi Magazine

Nasce come rivista della comunità, successivamente assorbita dalla Raspberry Foundation, infatti è stata inserita nel dominio ufficiale della fondazione stessa.

E’ una rivista mensile, ed in modo aperiodico escono anche degli speciali.

Ecco il link ufficiale alle riviste liberamente scaricabili: https://www.raspberrypi.org/magpi/issues/

Se un giorno le rimuoveranno provvederò a caricarle su un mirror.