SEO #00 – Introduzione al SEO

Da adesso si parla di una nuova rubrica, molto importante per i blogger, i webmaster in generale e le aziende. Ma cominciamo prima di tutto a fare un pò di chiarezza sulla terminologia.

Premetto che tutte queste informazioni che vi sto dando gli “esperti SEO” o sedicenti tali (spesso non conoscono neanche loro tutti questi aspetti) se le fanno pagare fior di quattrini, ma io credo che la conoscenza deve essere gratuita, la prestazione no. Nel senso, se volete studiare il materiale deve essere a disposizione, e dovete essere liberi di poter studiare, se invece volete che un altro faccia questo lavoro, beh li ovviamente vi tocca pagare, e mi sembra giusto. Il tempo è denaro, ed io personalmente non guadagno mica facendo altri lavori se non quelli legati all’informatica ed all’elettronica. Però l’informazione deve essere gratuita e fruibile da tutti!!!

Che significa SEO?
SEO sta per Search Engine Optimization, cioè ottimizzazione sui motori di ricerca.

Premetto che c’è molta confusione tra la gente sui termini “indicizzazione” e “posizionamento”.

L’indicizzazione vuol dire in parole povere essere considerati dai motori di ricerca, anche se il vostro sito compare sull’ultima pagina degli stessi, l’obiettivo si è raggiunto, siamo indicizzati.

Chi compie questa operazione? In parte voi dicendo al motore di ricerca “siamo qui!”, certo non è proprio così, e purtroppo bisogna far qualcosa col colosso che va a braccetto con la NSA, cioè Google, ma vedremo tutto nella seconda parte della rubrica, adesso dobbiamo solo capire la terminologia. Quando segnalate il vostro sito al motore di ricerca esso (il sito) verrà scansionato da un bot chiamato “spider”, e vi segnalerà tutti gli errori di indicizzazione e posizionamento che troverà, e sarà un bel grattacapo risolverli. Ma vedremo anche questo.

L’indicizzazione è abbastanza semplice, il grattacapo invece è il posizionamento che è ben diverso.

Il posizionamento nei motori di ricerca significa salire in alto sulle pagine dei motori di ricerca in base alle keywords, cioè le parole chiave che l’utente scrive sul motore di ricerca per trovare le informazioni, questa cosa viene chiamata anche Ranking o PageRank.

PageRank è un termine inventato e brevettato da Larry Page, uno dei fondatori di Google, vi riporto la pagina di Wikipedia Italia che parla proprio del PageRank: https://it.wikipedia.org/wiki/PageRank

Per fare questo il sito deve rispettare alcuni “canoni” se così vogliamo chiamarli. Primo tra tutti, il sito deve essere responsive.

Che significa responsive?
Bene, noi tutti sappiamo che oramai gli utenti che navigano con lo smartphone ed il tablet sono sempre di più, e lo schermo di questi dispositivi non è grande come quello di un PC, quindi bisogna rendere il proprio sito resposive, cioè la sua visualizzazione si deve adattare ad ogni tipo di risoluzione dello schermo, in modo da non impedire al lettore la sua visualizzazione.

Oltre al responsive il sito deve essere anche leggero da visualizzare, considerate sempre che chi naviga da un device diverso da un comune PC spesso utilizza la rete dati, e non deve consumare tutti il suo traffico guardando un paio di pagine del vostro sito.

Un’altra cosa non meno importante sono i contenuti del sito. Detto tra noi, non scrivete cagate. Per carità, ci sono siti che scrivono veramente un cumulo di stronzate e vengono posizionati in una maniera mostruosa, ma spero che non sia quello il target che volete raggiungere. Il mio è un target tecnico ad esempio, voglio creare una rete con gente che tratta il mio stesso argomento, con gente che ne sa più di me, per confrontarci, scambiarci consigli, far nascere riviste gratuite online su GNU-Linux (se ne sente la mancanza), ma ne stanno per nascere due, non vi preoccupate. Shhhhh, questo è un piccolo grande segreto: una è nuova di zecca, l’altra sta rinascendo dopo oltre dieci anni. Ma non vi dirò i nomi, anche perchè non li so. La seconda rivista di cui vi ho parlato poco fa sembra che cambierà nome nel rispetto di chi la curava prima. Ho lavorato parecchio (martellando le balle) all’HackLab che la gestiva per farla riaprire. Ops mi è scappato qualcosa ahahhaha. Dai queste mezze parole incentiveranno questo HackLab nel riaprirla al più presto.

A proposito della scrittura degli articoli, vi sconsiglio di violentare la lingua italiana, quindi niente “xkè” al posto di “perchè” o cose così, l’italiano è importante, ed anche l’inglese. Avere un sito con la doppia lingua è molto importante, ma è altrettando importante non utilizzare i traduttori, specialmente se il vostro sito tratta materie tecniche come l’informatica o l’elettronica, il traduttore automatico tradurrebbe anche il codice. Quindi se avete un sito con la doppia lingua vi do un consiglio fraterno: rimboccatevi le maniche e riscrivete l’articolo a mano in inglese, e senza sbroccoli, miraccomando!!!

Ritorniamo al SEO. Un’altro aspetto da considerare è la “link popuparity”, cioè far comparire il vostro sito web un pò ovunque su siti già meglio posizionati, ma miraccomando, NON SPAMMATE, NON SIATE LOGORROICI, e seguite comunque il vostro target.

La link popuparity è strettamente legata al PageRank di cui abbiamo accennato precedentemente.

Un buon modo per ottenere una buon link popularily è quello di creare delle partnership mirate con siti che trattano il vostro stesso argomento o simili, in modo da compensarvi.

Un altro modo per ottenere la link popularity è quello di aprire una pagina sui maggiori Social Network (anche se personalmente li odio, non sono un tipo molto sociale…) come Facebook, Twitter, Instagram, ecc…

Su questi Social Network dovete postare ogni singolo articolo del vostro sito web non appena ne create uno.

Il canale su YouTube fa tanto, sia per la link popularity e sia per dare chiarezza sui contenuti che state trattando, ad esempio un corso di saldatura (che farò successivamente, ho bisogno di un aiutante che sa filmare come si deve e di una videocamera degna di essere chiamata tale), o comunque video che trattano il tema del vostro sito web.

Per posizionarvi al meglio una volta, quando i siti erano prettamente statici, si puntava molto ai “meta tag”, dei tag che andavano inseriti nell’HEAD del vostro sito in HTML (su ogni stramaledettissima pagina) indicando al motore di ricerca quali dovevano essere le keywords da indicizzare. Adesso questa cosa è ancora valida, ma è uno dei tanti aspetti da prendere in considerazione per il proprio posizionamento.

Adesso nessuno più si sogna di fare un sito in HTML statico, a meno che i contenuti non devono essere quelli ed invariati per molto, molto tempo. Tutti utilizzano i CMS (Content Management System), contenuti dai sistemi manageriali, cioè piattaforme prefatte che vi permettono di scrivere i contenuti del vostro sito web con tanto di gestionale, proprio come questo sito web.

Io personalmente uso WordPress, come la stragrande maggioranza dei siti web, solo che loro in genere nascondono questa cosa dal “footer” cioè la parte inferiore del sito web, credendo che sia vergognoso dire in giro che il proprio sito web non è nativo, e lo spacciano per nativo. Ma si sgamano come niente, spesso dal robots.txt, notando quindi tutte le pagine messe in “Disallow”.

Il file robots.txt è un altro componente molto importante per il nostro posizionamento. Su questo file si utilizza un codice particolare dove diciamo allo spider quali pagine visualizzare e quali no, e spesso il robots.txt linka alla sitemap del sito, generalmente in formato XML, cioè la mappa completa delle pagine del vostro sito che deve essere costantemente aggiornata, ed ai feed RSS, un utilissimo strumento inventato da Aaron Swartz, che permette di aggregare le notizie tra i vari siti web e di visualizzarle in locale tramite un apposito client, chiamato appunto client RSS.

Aaron Swartz è un personaggio da ricordare, purtroppo si è suicidato, era un sognatore della libertà, e non ha inventato solo i feed RSS, ma anche la licenza Creative Commons e tante altre cose,ma ne parleremo successivamente in un altro articolo.

Un altro modo ancora per ottenere visibilità sui motori di ricerca è aggiornare il vostro sito spesso, anche solo una volta al giorno, in modo che gli spider dei motori di ricerca notano il cambiamento e ripassano dal vostro sito.

Ma adesso vi state chiedendo: “ma se uso un motore di ricerca anonimo come DuckDuckGo o searX, che me ne frega di farmi indicizzare da Google, Yahoo, Bing o altri ancora?”

La risposta è semplice. Tutti i motori di ricerca anonimi effettuano delle cross-ricerche nei motori di ricerca tradizionali, proteggendovi dai cookies utilizzati per scoprire i vostri interessi e propinarvi pubblicità mirata.

Spero di essere stato abbastanza chiaro sulla terminologia che ruota intorno al mondo del SEO.

Comunque non preoccupatevi, per fare tutte queste cose NON DOVETE SPENDERE UN EURO, e vi insegnerò a farlo con plugin gratuiti di WordPress e soprattutti Liberi. Bisogna solo configurarli a dovere!!!

Ci vediamo al prossimo numero di questa rubrica.


Author: davenull

Ho 28 anni (ad aprile 29) e vengo da Taranto (Puglia, Italia) e sono:

Sistemista/Programmatore Unix (Debian, OpenMediaVault, OpenWrt, FreeBSD, NetBSD, Lineage OS);

Prototipatore con Raspberry Pi.

Esperto di Sicurezza Informatica, scrivo exploit da poco piì di dieci anni, circa quindici;

Esperto di microarchitetture embedded, specialmente bcm63, ar7 ed armhf (6 e 7);

Fondamentalista del Free Software (Free as in Freedom)

Relatore ed organizzatore di svariati Linux Day a Taranto e a Francavilla Fontana (Brindisi);

Sistemista di svariate sale server che ora non vi sto ad elencare;

Co-Founder di JonixLUG: https://www.jonixlug.altervista.org

Founder di FreeNIX Security Labs: https://www.freenixsecurity.net

Collaboratore esterno dell’Associazione Fare Zero Makers: http://www.farezero.org